Il carattere rigido

Hai difficoltà ad esprimere apertamente i tuoi sentimenti? Hai paura di perdere il controllo? Non riesci a lasciarti andare al tuo partner? Tanta paura di essere tradito? Senti che il tuo amore non viene apprezzato?

Il carattere rigido si origina nel periodo che va dai 3 ai 5-6 anni all’interno della relazione tra te e i tuoi genitori (o chi si prende cura di te), dalla frustrazione del diritto/bisogno di amare ed essere amato, ovvero accettato, incondizionatamente. Se sviluppi la difesa rigida attraversi con successo tutte le fasi di sviluppo precedenti: giungi a questa fase con un buon corredo di strumenti e di acquisizioni dal punto di vista corporeo, emozionale, mentale e relazionale.

La difesa rigida in realtà dà origine ad una varietà di sottotipi: principalmente 4, che si contraddistinguono per diverse caratteristiche: si tratta del tipo fallico-narcisista, isterico, ossessivo e compulsivo. Questo tipo di tratto prende anche il nome di “Realizzatore”. Nella formazione di questo tipo di difesa gioca un ruolo importante la sessualità: nel periodo che va dai 3 ai 5-6 anni il comportamento verso i tuoi genitori ha una tale vitalità ed esuberanza che oltre agli slanci affettivi possono esserci anche abbozzi di sensazioni viscerali-sessuali.

Per te, ignaro della natura e del significato degli stessi, questi sono parte dell’amore e dell’affettività generale che provi e manifesti verso i tuoi genitori: mentre per quest’ultimi la presenza di sensazioni viscerali-sessuali viene percepita con paura e pregiudizio, fino al vero e proprio rifiuto. Con tale rifiuto, i  tuoi genitori suscitano il formarsi della rigidità, della “durezza”: alla base della quale si instaura in te la convinzione di dover scindere le sensazioni del cuore da quelle del bacino, della sessualità, per cui non potrai più vivere in modo completo l’amore.

Se non vieni aiutato dai tuoi genitori a conoscere e a comprendere la complessità dei sentimenti, non potrai distinguerli ed esprimerli: non sarai in grado di accettarti interamente, testa, cuore e bacino, nè di accettare gli altri ed amare con tutto te stesso. Questa appena descritta è un’esperienza molto comune, che effettivamente riguarda anche i genitori più amorevoli e comprensivi, tutta la dimensione della sessualità può metterli davvero in difficoltà e ingenerare in te questa scissione tra sentimenti del cuore e del bacino.

A proposito dei sottotipi del carattere rigido, quello fallico-narcisista si crea se durante l’adolescenza ti allontani dai tuoi sentimenti, dal tuo cuore, ed utilizzi la sessualità come difesa che serve a trasformare il dolore in aggressività. In tal modo usi il sesso per ottenere soddisfazione dagli altri e divieni tendenzialmente arrogante ed orgoglioso. Se, al contrario, questa aggressività non viene espressa ma viene inibita, si sviluppa il sottotipo detto isterico, più controllato.

Nel caso in cui tu sia particolarmente meticoloso, abilissimo a programmare, rigidamente educato, controllante, rimuginatore, parsimonioso con il denaro e petulante, si tratta generalmente del sottotipo ossessivo, funzioni come un orologio e tendi a perdere l’equilibrio di fronte alla confusione o ad un imprevisto. Sei una persona molto disciplinata, sai concentrarti totalmente su un obiettivo e raggiungerlo con impegno.

Il campo della tua attenzione è spesso limitato, se fissi l’attenzione su qualcosa nulla può distoglierla. Non di rado presenti una parte compulsiva, caratterizzata cioè dal massiccio uso di energie volte a produrre risultati e realizzare obiettivi: il campo prediletto può essere il lavoro, dove accumulai traguardi grazie all’instancabile impegno. Puoi persino sentire la mancanza del lavoro nel week-end, dedicandoti ad altre attività nondimeno produttive o “portarti il lavoro a casa”, sentendolo quasi come un obbligo dettato da standard elevati.

Tanto spiccato è il senso del dovere quanto scarso è lo spazio per il piacere spontaneo e il gioco. Dai l’impressione di funzionare come una macchina. Riscuoti successo, oltre che nel lavoro, in generale nella vita sociale date le tue molteplici abilità: il punto è non comprendere che puoi ricevere accettazione ed amore per la persona che sei e non per quel che fai ed ottieni.

A livello corporeo, il tuo aspetto può essere piuttosto bello e proporzionato, nei casi in cui non vi è troppa rigidità: hai una grande quantità di energia distribuita in modo abbastanza armonico, hai uno sguardo luminoso, una postura eretta, ti muovi in modo aggraziato e risulti affascinante. Nei casi più rigidi, invece, il tuo corpo può essere grande, con spalle squadrate, la schiena ipersviluppata e dritta poichè “ti tiri indietro”, hai movimenti più meccanici e gli occhi sfumati di tristezza.

Obiettivi terapeutici:

Se hai un carattere rigido, dato l’alto livello di integrazione e di sviluppo, hai tante possibilità di crescita tramite la psicoterapia: come in ogni caso il percorso è ritagliato sulle tue esigenze, quindi in base al sottotipo prevalente la psicoterapia procederà in una direzione piuttosto che in un’altra.

Tuttavia, benefici di un lavoro che mira a ripristinare il flusso dell’energia corporea ed emozionale unificando i livelli di mente, cuore e bacino: armonizzando il senso del dovere, del fare continuamente per raggiungere obiettivi, con il diritto ad accettare te stesso e gli altri e ad amare e ad essere amato totalmente, con il cuore e con la sessualità. A livello bioenergetico, molto utili sono gli esercizi incentrati sia sul diaframma che sulle braccia, poichè aiutano a protenderst in avanti, anzichè tenersi indietro e trattenersi, per dare e ricevere amore.

 Alcuni esempi di affermazioni che alla fine della psicoterapia divieni in grado di fare sono:

1 – Posso accettare me stesso e gli altri.

2 – Ho il diritto di amare e di essere amato.

3 – Amo me stesso e gli altri.

4 – Vivo in equilibrio con gli altri.

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carattere psicopatico

Ti capita di sentirti il migliore? Hai paura di essere controllato o sfruttato dagli altri? Tieni alla tua immagine di potere? Ti vedi come una persona aggressiva che si impone o che seduce? Il carattere psicopatico ha origine da forme di manipolazione subite nel periodo che va dai 18 mesi fino ai 3 anni, da parte dei  tuoi genitori o di altre figure adulte che si prendono cura di te.

Solitamente le ragioni del formarsi di questo tipo di difesa possono essere rintracciate in queste situazioni: sei nato in una famiglia dove i tuoi genitori sono particolarmente impegnati con il lavoro o altre questioni, per cui tendono a fare promesse che poi non riescono a mantenere, promesse di fare giochi, attività o semplicemente di stare insieme, i tuoi genitori possono anche delegare le cure verso di te ad altre persone come i nonni o una babysitter per lungo tempo, mancando di trascorrere un tempo adeguato a costruire un rapporto davvero solido con te.

Può anche accadere che tu, particolarmente intelligente ed autonomo, venga lasciato solo a fare i compiti o a svolgere altre piccole cose. Inoltre, è frequente riscontrare che i tuoi genitori ti comunichino che il vostro rapporto è speciale, unico, insuperabile. Si tratta di illusioni, di comunicazione manipolativa poichè quel che ti viene detto non si rispecchia nei fatti. Tu tendi a responsabilizzarti precocemente, “a prenderti in carico” data la tua indipendenza, il tuo potercela fare da solo.

In questo modo sia tu che i tuoi genitori vivete nell’illusione che sia tutto a posto nella vostra relazione: i tuoi genitori sono ammirati nel vedere il figlio “bravo” e indipendente, tu gratificato dalle tue abilità autonome.

Durante lo sviluppo cresci dando molta più importanza al successo e al raggiungimento degli obiettivi piuttosto che al tuo mondo interiore, alla forma piuttosto che alla sostanza: manca quella che si può definire come il fare esperienza autentica e profonda del Sè reale, che sta sotto alla forma esteriore. Se hai questa difesa psicopatica tendi ad essere, più o meno sottilmente, manipolativo e seduttivo: comunichi con gli altri in modo tale da giungere aituoi obiettivi, talvolta anche servendoti degli altri per il tuo tornaconto, attrai e seduci con carisma, parlantina, abilità comunicative, magari cultura ed intelligenza. Sei una persona che può risultare molto attraente, soprattutto nella società odierna, così tanto incentrata sul successo e sull’immagine.

Questo tipo di tratto prende anche il nome di “Sfidante”. Il tratto distintivo della difesa psicopatica è la negazione dei propri sentimenti: non sei in contatto con essi, d’altronde non ne hai mai avuto la possibilità fin dall’infanzia, credi e ti identifichi totalmente nei tuoi pensieri, convinzioni e progetti, sei tutto nella tua mente. Vivi nella rappresentazione che ti sei fatto di te stesso, nell’immagine che ti sei costruito di te stesso: qualora, per una qualunque ragione, tale immagine si incrinasse o, peggio, si sgretolasse, sprofonderesti nella depressione, una delle (poche) ragioni per le quali puoi iniziare una psicoterapia.

L’altra ragione è una disfunzione sessuale, come una difficoltà di erezione nell’uomo, poichè mina la tua immagine di potenza e mascolinità. Sei solitamente una persona molto bisognosa di ammirazione e lodi, fai dipendere la tua fragile autostima da queste: qualora non ne riceva abbastanza puoi avere esplosioni di rabbia o, come già detto, cadute depressive.

Capita di frequente che la tua vita si incentri sulla costruzione e il mantenimento di un’immagine esteriore di successo, potere, giovinezza o bellezza, motivo per il quale puoi fare “carte false” calpestando i sentimenti altrui, agendo in modo egoistico ed egocentrico e raccontando menzogne (alle quali puoi persino credere).

Puoi non provare senso di colpa o conflitto interno, data l’assenza di contatto con i propri sentimenti. Puoi essere cinico, perfezionista e grandioso fino al senso, delirante, di onnipotenza. Tra le tue caratteristiche positive si ricordano l’attitudine alla leadership, l’imprenditorialità e l’assertività, il vedere opportunità in mezzo alle difficoltà.

A livello corporeo, hai tendenzialmente una grande quantità di energia, per lo più spostata verso l’alto: testa, spalle e il torace sono molto carichi. Il torace può essere tipicamente rigonfio, come in una perenne inspirazione, c’è una sproporzione tra la parte alta e la parte bassa del corpo, per cui gli arti inferiori possono essere insolitamente magri. Il tuo sguardo è molto vitale ma sfuggente, inespressivo emotivamente, magari controllante o seducente, senza fiducia negli altri: vedi solo ciò che vuoi vedere.

Non sei in contatto con il tuo corpo: te ne servi come strumento al servizio della tua immagine di prestanza e bellezza. In particolare non sei in contatto con le sensazioni viscerali e sessuali.

Obiettivi terapeutici:

Per te accettare di avere un problema è forse la parte più ardua: se giungi a questa consapevolezza ti si aprono tantissime opportunità di crescita e cambiamento. Non si tratta di una cosa facile dato che tendi ad autoconfermarti e a spostare l’attenzione dai tuoi sentimenti e vissuti. Qualora però faccia una richiesta di psicoterapia, vieni aiutata, attraverso gli esercizi bioenergetici e non solo, a rientrare in contatto con i tuoi sentimenti: ad aprirti un varco attraverso quelle contrazioni muscolari che, anche per decenni, ti hanno intrappolato in una maschera magari luccicante, ma fatua, come una bellissima conchiglia vuota.

Questo varco riporta alla superficie, tra le altre, anche quella profonda emozione di rabbia per la manipolazione subita nell’infanzia (o più tardi), che ora può trovare un senso ed un accoglimento all’interno di una relazione, quella terapeutica, dove puoi finalmente riappropriarti della tua vera identità, senza più “doverti tenere su” per dimostrare di essere all’altezza di standard elevati. Questo ti consentirà di riscoprire finalmente l’amore, la sessualità e la ricchezza dei sentimenti e di viverli dentro a relazioni umane soddisfacenti e non più manipolative.

 Alcuni esempi di affermazioni che alla fine della psicoterapia divieni in grado di fare sono:

1 – Ho il diritto di essere chi sono veramente.

2 – Rispetto me stesso e gli altri.

3 –  Ascolto e dico la verità.

4 – Sento ed esprimo i miei reali sentimenti.

5 – Ho il diritto di essere supportato dagli altri in base ai miei bisogni.

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Il carattere simbiotico

Ti sembra che non ci sia un chiaro confine tra te e gli altri? Ti capita di vivere momenti di estasi o di profonda gioia alternati ad altri di depressione e vuoto? Ti sembra di aggredire o ferire un’altra persona se esprimi il tuo pensiero? Soffri di un’intensa paura dell’abbandono? Senti che non hai il diritto di essere te stesso?

Il carattere simbiotico può essere in parte apparentato al carattere orale: questo tratto non compare negli scritti di Alexander Lowen, ma nell’opera di Stephen Johnson, che ne fa una descrizione interessante.

L’origine del carattere simbiotico in te si deve al non aver ricevuto un adeguato sostegno alla naturale spinta all’indipendenza nei pensieri, nei sentimenti e nelle azioni: è molto probabile che tu, dentro alla relazione con tua madre, i tuoi genitori o chi si prendeva cura di te nell’infanzia, abbia sperimentato un eccesso di coinvolgimento, un rapporto “troppo abbondante” che non ha consentito la formazione della tua identità individuale, bloccando i tuoi tentativi di sperimentarti e separarti dalle figure adulte.

Tua madre può essere iperprotettiva ed ansiosa a dismisura e trasmetterti tale ansia ogni qualvolta tu tenti di esplorare il mondo esterno, formarti delle preferenze, assecondare le tue inclinazioni. La conoscenza che riesci a fare del mondo e delle relazioni non deriva quindi da motivazioni tue, quanto dall’aver assimilato per lungo tempo le motivazioni, le convinzioni, le ansie soprattutto, delle figure genitoriali con le quali hai intrecciato un rapporto strettissimo.

La conoscenza del mondo viene mediata dalla presenza di questi modelli interiorizzati che possono diventare molto vincolanti. Tanta è la fusione che si è realizzata tra la tua identità in crescita e quella delle figure genitoriali che in età adulta è difficile per te sentire di determinare con la tua volontà le tue scelte: vedi i tuoi genitori e poi progressivamente gli altri, non come individui a sè stanti ma come “estensioni” di te, parti di te dalle quali è difficile separarti per crearsi un’identità unica ed originale, separata. Non riesci a vedere un chiaro confine tra te stesso e gli altri e a vivere concretamente la diversità insita in ognuno.

Il circolo vizioso consiste nel continuare a “prendere in prestito” le convinzioni, le regole e le scelte degli altri  come guida per le tue azioni, lasciando progressivamente sempre più in disparte il tuo Sé, che resta quindi sommerso e rischia di essere dimenticato, anche per decenni. Quando tenti di modificare la situazione,ti scontri con una forte resistenza, una difficoltà notevole di distanziarti da questi riferimenti ormai radicati in te stesso: sperimenti la tua autonomia come immorale, egoista e sbagliata, con conseguenze negative sugli altri.

Tendi perciò a fare marcia indietro, soprattutto quando l’autonomia coincide con l’allontanarti fisicamente dalle figure significative come i genitori o altri: può venirti un’ansia fortissima fino al vero e proprio attacco di panico, che scoraggia la tua esplorazione e ti porta a rinunciare.

Rinunciando puoi evitare questa forte ansia, il vuoto e l’inevitabile senso di colpa che lti pervadono poichè stai tentando di assecondare te stesso e non più gli altri, inoltre vi è quella convinzione illusoria di essere così “onnipotente” da poter fare del male agli altri semplicemente seguendo il tuo sentire. L’autonomia e la possibilità di essere te stesso è vissuta come minacciosa rispetto al mantenere la relazione con le figure significative.

Quindi la regressione, la fusione, sono incoraggiate. Dal punto di vista dell’aspetto fisico, il tuo corpo è poco sviluppato, con muscolatura ipotonica e debole, sembri decisamente più giovane rispetto alla tua età anagrafica. Vivi nella costante illusione che sei al sicuro solo fin quando ti mantieni dentro la relazione: per mantenere questa, presunta, sicurezza, sei disposto a tutto, alla lealtà e alla fedeltà più estreme, persino quando diventano autolesive.

Obiettivi terapeutici:

Durante la psicoterapia vieni aiutato, attraverso gli esercizi bioenergetici e non solo, ad eliminare questa con-fusione tra te e gli altri: divieni capace di riconoscere il confine tra te e gli altri, abbracciando a pieno titolo sia la tua individualità che la diversità.

Quando riesci a liberarti dai riferimenti interiorizzati e vincolanti, dagli indottrinamenti e da “scorie” di vario tipo, riesci a compiere quel processo di separazione dalle figure significative e di costruzione della tua identità. Quando ti esprimi percepisci che sta dando spazio a te stesso e che non necessariamente ledi o distruggi i sentimenti degli altri, ti prendi la responsabilità di seguire ed onorare la tua natura e delle tue scelte, non delle reazioni degli altri ad esse.

Raggiunta questa fondamentale tappa dell’evoluzione personale, riesci a modificare le relazioni magari disfunzionali con persone troppo vincolanti o oppressive, ed instauri nuove e più gratificanti relazioni con persone dalle quali ti senti rispettato ed amato per quel che sei veramente.

 Alcuni esempi di affermazioni che alla fine della psicoterapia divieni in grado di fare sono:

1 – Io sono Io, tu sei Tu.

2 – Ho il diritto di essere chi sono veramente.

3 – Ho il diritto di esprimermi liberamente prendendomi la responsabilità delle mie scelte.

4 – Ho il diritto di essere amato per quel che sono veramente.

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Il carattere masochista

Senti di non aver potuto imporre la tua volontà ed essere libero? Hai ricevuto troppi rimproveri e colpevolizzazioni? Ti capita di fare cose per provocazione o dispetto o mostrare la tua aggressività in modo indiretto? Hai la sensazione generale di essere bloccato nella vita? Ti senti troppo accondiscendente?

L’origine del carattere masochista si deve al non aver avuto la possibilità di esercitare la tua volontà, la tua autonomia e di importi dentro alla relazione con i tuoi genitori (o chi si è preso cura di te) nel periodo che va dai 18 mesi fino ai 3 anni.

Sei un bambino che viene visto e riconosciuto dai propri genitori, che riceve sufficienti cure, ma al quale non viene riconosciuta l’autonomia e il diritto di importi: il tuo affermarsi è negato da una lotta di potere che si scatena in famiglia e che ti costringe a “ingoiare il rospo” e a ricacciare dentro di te quella rabbia e quella frustrazione patite e che non puoi rivolgere all’esterno.

Più di frequente è probabile trovare un contesto di questo tipo: tua madre può essere una buona madre molto premurosa e preoccupata per la salute, l’alimentazione, l’igiene e l’educazione, perciò tende ad esercitare troppo controllo su di te, a dirti continuamente cosa devi fare, a scegliere al tuo posto passandoti sostanzialmente il messaggio che lei sappia sempre quel che è meglio per te.

Tuo padre può essere un uomo meno presente in casa, magari un po’ periferico a causa del lavoro o per caratteristiche personali, che non riesce a bilanciare l’iperpresenza e il controllo materno magari avendo lui per primo un tratto masochistico per cui non si oppone alla volontà della madre ma agisce in modo accondiscendente.

Ti scontri con una dura opposizione da parte della madre o di entrambi i tuoi genitori quando provi a protestare, a dire No! o Basta! o comunque ad esprimere il tuo autentico pensiero. Puoi ricevere rimproveri fino ad aspre colpevolizzazioni o ad umiliazioni, poichè senti che non puoi “vincere” sui genitori che hanno naturalmente più potere ed autorità di te. La tua volontà ed autentica espressione vengono così schiacchiate fino a spezzarsi: ti viene negato il diritto ad importi e ad avere un’autonomia.

La tua individualità viene piegata alle volontà o alle esigenze familiari che non ti consentono di essere indipendente. Questi atteggiamenti genitoriali, come già detto in altri articoli, non sono gratuiti ma sicuramente originano da caratteristiche, blocchi o disagi dei genitori.

Nel tuo corpo si sviluppa una corazza imponente: la quantità di energia psico-corporea che hai è davvero molto alta, infatti hai una struttura corporea robusta o tarchiata, con muscoli sovrasviluppati soprattutto negli arti inferiori, il tuo bacino è retratto in avanti, con quell’aspetto che ricorda “la coda tra le gambe”, il tuo collo robusto o persino taurino ed incassato nelle spalle. I tuoi occhi comunicano una grande tristezza, come di chi ha rinunciato ad esprimersi liberamente.

Hai la tendenza al contenimento duraturo della rabbia e dell’aggressività: non a casa questo carattere viene anche chiamato “Tollerante”. Ti mostri incredibilmente comprensivo, attento ai bisogni altrui, per l’appunto tollerante, hai grande capacità di sacrificio e di sostenere sforzi prolungati, data la grande quantità di energia, però intrappolata nelle contrazioni croniche.

Tra le caratteristiche disfunzionali si ritrovano la tendenza al lamento, al mostrare la tua rabbia/aggressività in modo indiretto: magari dicendo di sì ad una richiesta di aiuto e poi “dimenticandosene” o “tirando via”, la difficoltà a concludere quel che hai iniziato, l’altelnarsi di accondiscendenza alle richieste altrui e di testardaggine sulle tue posizioni. Hai poi un tratto caratteristico: la provocazione passiva.

Provochi, più o meno consapevolmente, il tuo interlocutore che poi di solito si arrabbia e questo “autorizza” te ad arrabbiarti a tua volta così da poter scaricare tutta quell’energia accumulata e rilassarsìti momentaneamente, per poi ricominciare il circolo vizioso da capo: compressione, provocazione passiva, esplosione e relax.

Obiettivi terapeutici:

Durante la psicoterapia vieni aiutato, attraverso gli esercizi bioenergetici, a mobilizzare la tua grande energia al fine di esprimerla in modo costruttivo, senza esplosioni che rappresentano una via di sfogo ma che non risolvono il problema di fondo. Vieni soprattutto aiutato a non avere più paura della tua energia e del tuo desiderio represso di esprimerti ed espanderti: in una parola di affermarti.

Quando riesci ad allentare la tua corazza uscendone piano piano, riesci a liberare l’energia intrappolata nelle contrazioni muscolari croniche, riesci ad esprimerti nei contesti interpersonali senza più temere di essere punito o colpevolizzato. Recuperi così il tuo diritto ad importi e ad essere indipendente.

Questo aiuta a liberarti dagli effetti negativi dell’ipercontrollo e dell’intrusione genitoriale e ad aprirti una strada verso il piacere, fisico e psicologico. Le attività benefiche a livello corporeo, oltre ad esercizi bioenergetici specifici, sono il camminare, il nuotare, il fare stretching, Yoga, il massaggio e quelle attività che consentono di allungare i muscoli tesi e di restituire fluidità e leggerezza là dove c’erano compressione e schiacciamento.

 Alcuni esempi di affermazioni che alla fine della psicoterapia divieni in grado di fare sono:

1 – Onoro la forza che è in me.

2 – Porto a termine con piacere e senza sforzo i miei compiti.

3 – Il fuoco che è in me elimina i blocchi e le paure.

4 – Posso fare tutto ciò che desidero fare.

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Il carattere orale

Senti di non aver ricevuto abbastanza amore e nutrimento affettivo? Ti sembra di avere un profondo vuoto interiore? Lamenti un’energia piuttosto bassa ed una muscolatura poco sviluppata? Ti capita di sentirti indipendente ma di scoprire che non è in fondo davvero così? Ti capita di alternare stati di euforia a stati di depressione?

Alla base della difesa orale c’è l’aver ricevuto da parte di tua a madre o di altri care giver nell’infanzia insufficienti o irregolari cure, attenzioni, calore e sostegno anche fisico ed energetico nel periodo che va dai 6 ai 18 mesi.

L’irregolarità di questi fondamentali elementi dell’attaccamento sicuro nella relazione con tua madre, oltre al già citato diritto di essere visto e di esistere, fanno sì che, a livello psico-corporeo, lo scarso contatto energetico tra la parte anteriore del tuo corpo e del corpo di tua madre produca un livello di carica insufficiente, cioè una bassa energia, uno stato di debolezza e/o sottosviluppo osteo-muscolare.

Una tipica situazione che rende ragione dell’instaurarsi della difesa orale è la seguente: qualora ti trovi in un momento di difficoltà, per un dolore fisico, un imprevisto, il vederti solo e in pericolo, e manifesti il tuo bisogno con il pianto, al quale tua madre o altra persona che si prende cura di te non risponde, perchè assente, malata o occupata da altre questioni, entri in uno stato di disperazione e piangi finchè hai energia.

Un’altra situazione è una precoce separazione tra te e tua madre, magari perchè per ragioni lavorative vieni mandato all’asilo nido, o per effetto della separazione tra i tuoi genitori, per la scelta di adottare metodi educativi rigidi che vietano il contatto corporeo e lo scambio tenero tra te e gli adulti.

Quando la tua energia si esaurisce e il tuo bisogno non è stato soddisfatto, rinunci al tuo diritto di chiedere e tale rinuncia prende forma nel corpo in un “collasso energetico” per cui l’apparato osteo-muscolare ne risulta compromesso: le tue gambe crescono molto deboli ed incapaci di fornire un sostegno affidabile al corpo, le tue braccia sono scariche, come effetto dell’essersi protese senza risultato verso l’esterno, verso tua madre, il tuo torace è rimpicciolito e chiuso verso l’interno, come a proteggere fino ad ingabbiare la regione cardiaca, il tuo sguardo può essere implorante o seducente come quello di un bambino (occhi da cerbiatto).

La tua rinuncia può divenire così radicale da impedire pressochè totalmente l’espressione dei tuoi bisogni, portandoti a chiuderti in una pseudo-autosufficienza illusoria, creatasi in modo compensatorio al posto dello sviluppo di una sana indipendenza dal rapporto con tua madre. La tua identità è più strutturata, i tuoi confini più delineati e hai un deciso contatto con la realtà esterna.

Il tuo corpo però è in un cronico stato di sottocarica, manca di energia, il tuo torace può trovarsi nello stadio espiratorio per cui appare sgonfio, il tuo corpo può avere fattezze quasi infantili nonostante l’età anagrafica, il tuo collo proteso in avanti come in una richiesta o supplica. Laddove  tu non abbia un corpo minuto e con muscolatura sottosviluppata, il tuo corpo può apparire appesantito da una massa comunque ipotonica. Dato il livello energetico genericamente basso non sai tollerare bene intensi periodi di stress emotivo o fisico/lavorativo: la tua reazione più comune è, appunto, il collasso.

Lo si può vedere anche durante la psicoterapia sotto lo “stress” di esercizi a forte mobilizzazione energetica, situazione in cui tu, sentendo di non farcela, abbandoni l’esercizio e, per l’appunto, rinunci. In alcuni casi la tua sottocarica energetica è così pronunciata che eviti di fare lunghe camminate per l’insolita stanchezza che ti pervade.

Generalmente sei incapace di sentire e servirti della tua aggressività, laddove le  tue gambe e le tue braccia non sono abbastanza forti per protestare, muoverti vigorosamente ed afferrare o colpire.

Puoi essere molto loquace, gradisci stare al centro dell’attenzione anche se sei generalmente non capace di sostenere “una certa presenza scenica”, prerogativa di altre tipologie caratteriali, sei incline alle dipendenze da sostanze e comportamentali (gioco d’azzardo, Internet e da sesso), ai disturbi d’ansia e all’ipocondria per via della tua vulnerabilità al pericolo e alle malattie, non hai una solida indipendenza per via dell’invischiamento con tua madre o altri adulti dell’infanzia, puoi sperimentare spesso fallimenti per via dell’incapacità di portare avanti progetti sotto forte stress, data la propensione alla rinuncia e al collasso.

Nelle relazioni d’amore ti lanci con grande entusiasmo e facilmente ti ritrovi “al settimo cielo” durante l’innamoramento, magari idealizzando il partner per poi sperimentare forte delusione e persino stati depressivi dopo che hai realizzato che quel che credevi che il partner fosse o potesse darti (come riscatto dal bisogno d’amore insoddisfatto nell’infanzia) era solo un’illusione, una chimera. Questo è un tipico esempio della compresenza di aspetti euforici e depressivi, che seguono l’andamento delle tue relazioni affettive, si spiega in tal senso l’appellativo di “Amante”, proprio per la ricerca, talvolta esasperata, della soddisfazione alla propria immensa fame di amore.

Nel rapporto con il cibo puoi avere una certa voracità o una difficoltà a percepire correttamente i segnali della fame e della sazietà. Sei inoltre incline ai disturbi del comportamento alimentare, come la bulimia e il binge eating, o disturbo da alimentazione incontrollata.

Obiettivi terapeutici:

Durante la psicoterapia vieni aiutato, attraverso gli esercizi bioenergetici, a mobilizzare la tua energia al fine di aumentarne il flusso: riesci ad attivare e ad allungare il tuo respiro, a far scorrere finalmente l’energia nelle tue gambe e nelle tue braccia che diventano capaci di agire vigorosamente e di sostenerti a pieno, radicandoti bene a terra, a sciogliere e ad aprire il tuo torace liberando il cuore che recupera il diritto di aver bisogno e di dare e ricevere amore.

Questi passaggi ti danno l’autonomia necessaria per affermarti nella vita e per muoverti liberamente, trovando piacere in te stesso e nelle proprie scelte, derivanti ora da un’identità adulta. Da ciò deriva la naturale capacità di nutrirti in senso fisico ed emotivo, di darti piaceri sani e di autoregolare le tue emozioni, di chiedere e prendere in base alle tue necessità e di esprimere in modo costruttivo la tua aggressività senza il timore di impazzire, distruggere l’altro o la relazione con l’altro o di esserne abbandonato.

 Alcuni esempi di affermazioni che alla fine della psicoterapia divieni in grado di fare sono:

1 – Merito piacere nella vita.

2 – Accolgo le informazioni dalle mie emozioni.

3 – Accetto ed onoro la mia sessualità.

4 – Mi muovo facilmente e senza sforzo. Sono indipendente.

5 – La vita è piacevole.

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Il carattere schizoide

Ti capita di sentire come di non avere il diritto di esistere? Ti vedi, o gli altri ti vedono, come una persona tendenzialmente fredda, distante e sfuggente? Senti delle tensioni alla base della testa, delle spalle, del diaframma e nelle gambe? Ti senti anche vagamente speciale o superiore agli altri? Ti ritieni una persona ipersensibile? Hai un livello di energia piuttosto basso?

Tutte queste caratteristiche fanno parte della tipologia caratteriale schizoide, che si sviluppa dal 2° trimestre di vita intrauterina fino ai 6 mesi di vita. In questo periodo, il rapporto tra te e tua madre, prima durante la gravidanza e poi dopo, le modalità di reciproco contatto e scambio comunicativo, tattile ed emozionale, rappresentano le esperienze fondamentali che ti garantiscono la sopravvivenza fisica e psichica e gettano le basi per lo stile di attaccamento, o di relazione, tra voi due. Si determina così il diritto di esistere.

Qualora tale rapporto in questo periodo sia caratterizzato da difficile accettazione/accoglimento, rifiuto o persino ostilità/aggressività/odio questo diritto viene negato, e tu sviluppi la difesa di tipo schizoide in vari modi: riducendo la richiesta di contatto, interazione e coinvolgimento con tua madre e generalizzandola progressivamente a tutto l’ambiente, diventando più freddo, distaccato, meno recettivo e provando una fortissima paura di aprirti a fare esperienza del mondo e delle relazioni con gli altri.

A causa di questo mancato sviluppo di una relazione fonte di nutrimento emozionale e di amore incondizionato (dovuto a potenziali molte ragioni, tra le quali caratteristiche di tua madre ma anche del contesto in cui vivi, sociali, familiari, economiche ecc ecc) ti difendi riducendo la tua spontanea vitalità, quindi limitando la respirazione, il movimento fisico, ritirando attenzione e curiosità verso il mondo, sviluppando un tipico sguardo che può essere assente, come a guardare un punto perso nel vuoto, vitreo/inespressivo o fisso/stereotipato come un clown, “superbo come un nobile” o innocente come un bambino.

La tua energia si ritrae dalle zone periferiche e si concentra tutta all’interno, imprigionata da queste contratture muscolari croniche. Se non sperimenti una base sicura e protettiva nel rapporto con tua madre sviluppi la difesa schizoide poichè senti una minaccia alla tua sopravvivenza, un pericolo di annientamento psichico e fisico, per cui anche il tuo corpo va ad indebolirsi e a perdere quel senso di unità integrata e solida. La difesa schizoide consiste nel tentativo di “tenere insieme l’unità mente-corpo” in pericolo.

Contraendo la tua energia percepisci sempre più affievolite le sensazioni fisiche e le tue emozioni. Non sono rare zone anestetizzate nel corpo, come “morte”. I tuoi sentimenti divengono più rarefatti e meno fluidi, puoi avere una difettosa autoregolazione per cui passi dall’anestesia emotiva/indifferenza alla spiccata sensibilità fino all’esplosione emotiva. Rinunci a chiedere, a causa della frustrazione ai tuoi bisogni, e a ricevere quel che ti spetta.

La frustrazione mischia in sè apatia, distanza emotiva e una profonda rabbia a causa di questa ferita primaria, la negazione del diritto di esistere. Da adulto tendi a rifugiarti nella tua mente, in interessi creativi, artistici, sicuramente intellettuali, quasi andando in esilio nei tuoi pensieri ed idee e dimenticandoti di fare esperienza del tuo corpo, con il quale hai un rapporto che può variare: dall’utilizzarlo in modo meccanico affinchè esegua comandi (come negli sport estremi, nella danza), al distaccartene fino ad alienarti dal corpo, dall’avere una fame divorante al digiuno astinente (come nell’anoressia).

Da ciò deriva l’appellativo: “Cerebrale”. Se il tuo distacco dalla realtà diviene massiccio puoi sviluppare uno stato psicotico, cioè di alienazione profonda in cui vi sono disintegrazione tra pensieri, emozioni e sensazioni corporee ed incomunicabilità con gli altri.

I tuoi sentimenti non sono assenti, ma imprigionati dentro al tuo corpo, in zone inaccessibili alla consapevolezza, protette dalle contratture muscolari. Senti magari l’impulso di protenderti per entrare in relazione con gli altri, ma anche una paura parallizzante di sperimentare di nuovo il rifiuto o persino l’ostilità altrui, come durante la tua infanzia. Questa difficoltà sicuramente contribuisce alla distanza nelle relazioni con gli altri, alla sensazione di “non essere visto” dagli altri, al rendere freddi ed intellettuali i rapporti con gli altri.

Temendo il rifiuto, temi anche quella possibile dipendenza dagli altri, percepiti come incapaci a fornire accoglimento e sicurezza: da qui è alimentato ulteriormente il tuo ritirarti dal contatto interpersonale. Nelle relazioni d’amore l’ambivalenza si fa ancora più forte: se da una parte hai la paura del coinvolgimento e della dipendenza, dall’altra hai la paura del restare completamente solo e perduto, esiliato dal resto dell’umanità.

Mancando questo senso di integrazione e sicurezza interiori, la tua identità non è pienamente matura, e lo puoi vedere nella tipica modalità dell’agire “come se”, nel senso che non ti senti mosso da motivazioni ed atteggiamenti tuoi, quando agisci come ad imitare le condotte di altre persone significative.

La tua identità manca di “radicamento”, ti appoggi a riferimenti esterni, in un circolo vizioso. Nonostante l’espressione delle emozioni sia così coartata, non manchi di una ricchissima vita interiore, di fantasia, creatività, estro ed immaginazione, aspetti che custodisci gelosamente e per le quali tendi a sentirti speciale, anche superiore, “di un altro pianeta o di un’altra razza”.

Tale senso di superiorità può essere un ingrediente di quella paura di entrare in profonda relazione con gli altri, per la paura del rifiuto. Sai sicuramente cavartela in tante situazioni, ma non conosci l’interdipendenza, cioè quella forma di dipendenza matura in cui vi è reciprocità tra adulti. Il pericolo maggiore che corri è l’isolamento pressochè totale, cosa molto probabile ovviamente, poichè può affievolirsi ancora di più il contatto con te e quella precaria integrazione della tua identità fisica e corporea.

Obiettivi terapeutici:

Ci sono gradi diversi di manifestazione delle difese in te: qualora il grado della difesa schizoide sia particolarmente massiccio, è necessaria una profonda rielaborazione delle esperienze di vita attraverso la psicoterapia, affinchè tu divenga capace di affrontare le situazioni emotivamente difficili e le sfide esistenziali.

A livello psicoterapeutico, il lavoro è sicuramente importante e di media-lunga durata data la delicatezza delle tematiche che presenti: oltre al lavoro verbale di analisi delle relazioni con focus sul rapporto primigenio con la madre al fine di ripristinare il senso di sicurezza, solidità della tua identità e rafforzamento nella vita sociale grazie alla migliore comprensione della mente degli altri, è importante per te il lavoro psico-corporeo che miri a recuperare la realtà del tuo corpo, delle tue sensazioni e dei movimenti.

Questo obiettivo può essere raggiunto attraverso gli esercizi bioenergetici, la partecipazione a classi di Yoga, arti marziali, danzamovimentoterapia, vari tipi di massaggi, il nuoto, anche la semplice camminata infusa di consapevolezza.

Alcuni esempi di affermazioni che alla fine della psicoterapia divieni in grado di fare sono:

1 – E’ sicuro per me essere qui.

2 – La terra mi sostiene e viene incontro alle mie necessità.

3 – Amo il mio corpo e ho fiducia nella sua saggezza.

4 – Sono immerso nell’abbondanza. Posso soddisfare i miei bisogni di nutrimento.

5 – Io esisto e sono reale, ho una mente ed un corpo, come gli altri.

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Le tipologie caratteriali in Bioenergetica

Alexander Lowen, padre dell’Analisi Bioenergetica, una psicoterapia ad orientamento corporeo molto conosciuta, ha individuato 5 tipologie caratteriali, vale a dire 5 tipologie di strutture e morfologie psicologiche e fisiche. Ogni tipologia presenta uno specifico sistema di difesa diverso dagli altri. Difesa da cosa? Lowen spiega che la tipologia caratteriale definisce il modo in cui tratti il tuo bisogno di amare ed essere amato, il tuo bisogno di intimità e la ricerca del piacere. La tipologia non riguarda quindi tutto il tuo essere. Tali meccanismi di difesa, detti anche “corazze” o “armature”, sono stati descritti per primi dal maestro di Lowen, Wilhelm Reich.

Questi constatò che sei come “prigioniero” dentro ad una corazza muscolare e caratteriale composta da tutti quegli atteggiamenti mentali e posture creatisi per ridurre il flusso delle tue sensazioni e delle tue emozioni nel tuo organismo. Così accade che la tua energia psico-fisica non riesca a scorrere liberamente nel tuo corpo, soprattutto in alcuni punti, sede di tensioni correlate a conflitti emozionali.

Con il tempo questa corazza può diventare sempre più “dura”, cronicizzarsi ed impedire il naturale sviluppo della tua identità e della tua autorealizzazione. A sua volta, lo stato cronico di contrazione muscolare contribuisce ad indurire il carattere riducendo l’espressione spontanea delle tue emozioni, la qualità delle relazioni, la ricerca e percezione del piacere e dell’amore.

Con il tempo le tue percezioni si modificano a causa di questa corazza, e puoi perdere la tua sensibilità, sia a livello di sensazioni fisiche che di reazioni emotive, senza essere consapevole di questo allontanamento dalla piena vitalità e salute globale, sentendo che tutto ciò è perfettamente normale, ma solo perchè ti ci sei assuefatto.

La struttura caratteriale può quindi condizionare le tue modalità di risposta agli eventi. Tale struttura ha origine con l’origine della tua vita stessa, già durante la vita intrauterina. La sua funzione è quella di difenderti dal dolore, la sua origine è resa possibile dalle risposte del tuo organismo a situazioni fisicamente ed emotivamente difficili verificatesi durante lo sviluppo in gravidanza e nell’infanzia.

Riguardo alla tipologia caratteriale che puoi avere, è raro che tu sia un “tipo puro”, poichè ognuno possiede un mix di diversi tratti che vanno a determinare un risultato unico ed irripetibile.

Le tipologie caratteriali in Bioenergetica sono 5: il tipo schizoide, il tipo orale, il tipo masochista, il tipo narcisista/psicopatico, il tipo rigido. Lungo una linea che riguarda la salute emotiva, data dal movimento del protenderti verso l’esterno alla ricerca del piacere, dell’intimità e dell’amore, il tipo schizoide si trova all’inizio, con un modello generale di ritiro dal contatto e dall’emotività, percepita come troppo pericolosa. Gli altri tipi caratteriali seguono lungo questa linea, da sinistra verso destra, in base all’entità del blocco della salute emotiva, intesa appunto come ricerca dell’intimità e del contatto interpersonale. In sintesi:

1 – Il carattere schizoide evita il contatto, poichè gli è stato negato il diritto di esistere.

2 – Il carattere orale stabilisce un contatto solo per soddisfare il proprio bisogno di calore e di supporto, poichè gli è stato negato il diritto di ricevere nutrimento.

3 – Il carattere masochista stabilisce un contatto sottomettendosi, sulla base della convinzione che solo reprimendo la sua aggressività e rabbia e negando la propria libertà potrà mantenere la relazione con l’altro. Il blocco si instaura poichè è stato negato il diritto ad essere libero.

4 – Il carattere narcisista/psicopatico stabilisce un contatto solo mediante l’esercizio del potere e della superiorità (fisica, intellettuale, culturale o economica), così da poter controllare la relazione. Il blocco si instaura perchè gli è stato negato il diritto ad essere autonomo con una propria identità.

5 – Il carattere rigido stabilisce un contatto limitato, restando molto sulla difensiva, limitando quindi l’entità del proprio coinvolgimento nella relazione. Il blocco si instaura perchè gli è stato negato il diritto ad amare e ad essere amato sia emotivamente che sessualmente.

C’è un ingrediente comune a tutte le tipologie caratteriali: il conflitto, di varia proporzione, tra il tuo bisogno di libertà ed autoespressione, e il tuo bisogno di contatto, intimità ed amore, sulla base della paura che l’uno escluda l’altro. Il risultato che ne deriva è il miglior compromesso possibile raggiunto da te durante l’infanzia.

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sensualità

In questa seconda parte dell’articolo dedicato al grande tema della sensualità, ti illustro alcuni spunti utili a sviluppare un rapporto equilibrato con il tuo corpo e vivere serenamente la tua innata sensualità.

Ci sono persone che associano al termine sexy esclusivamente elementi esteriori e sessualmente evidenti, questo vale soprattutto per i maschi; mentre altre persone trovano coinvolgenti altri fattori come il tono della voce, la gestualità, l’intelligenza, la cura nel look o l’insieme armonico di tanti elementi differenti che, combinati, possono suscitare una forte attrattiva.

Fortunatamente, essendo questa una qualità che sfugge a facili definizioni e stereotipi, probabilmente il “segreto” per conquistare e coltivare la tua sensualità è di non perdere mai di vista l’ingrediente essenziale della ricetta: chi sei veramente, il Sè. Su questo punto la psicoterapia umanistica e bioenergetica ha fondato il suo statuto e la sua peculiarità come approccio globale e profondo alla salute, alla cura e alla crescita. Soltanto dal recupero e dallo sviluppo del Sè deriva una reale sicurezza e l’autenticità.

Tuttavia, non dimenticare che ci sono parametri visivi, di attrazione istintiva, in cui l’elemento fondante resta il riconoscimento e l’attribuzione della capacità riproduttiva. Queste sono rese possibili da un buono, quando non eccellente, stato di salute.

Diviene perciò importante curare innanzitutto la propria salute e di conseguenza la forma fisica attraverso l’esercizio fisico e lo sport. Questa, a mio parere, è la motivazione principale per cui le persone in buona forma fisica sono oggettivamente più attraenti di persone fuori forma (non parlo solo di sovrappeso o di obesità ma anche di forme di magrezza eccessiva).

Naturalmente, in alcuni casi la componente patologica è rappresentata proprio da questo eccessivo investimento nella propria immagine, come nei casi di persone con disturbo Narcisistico di personalità, disturbo di Dismorfismo Corporeo o disturbo Istrionico di personalità.

Talora la sicurezza di sè e l’accettazione delle personali caratteristiche risulta vincente e molto più gratificante di un aspetto tonico e in salute, in questi casi la forma fisica diventa una bellissima conchiglia vuota, nei casi in cui non è sostenuta da una personalità centrata e in equilibrio.

Tra gli atteggiamenti positivi che puoi adottare sicuramente il concentrarti su ciò che ti dà veramente piacere a tutti i livelli: emotivo, relazionale, intellettuale e corporeo. Fai emergere l’esperienza interiore in tutti i suoi aspetti, in modo simile a quando un fiore sboccia aprendo la sua corolla colorata e spargendo il suo profumo nell’ambiente. Occorre riconoscere alcuni atteggiamenti controproducenti, quali strumentalizzare la seduzione per ricevere consensi ed attenzioni, come conferme al proprio valore. Ciò, oltre a procurare scarsi risultati e frustrazione, può farti diventare vittima di un meccanismo perverso da cui è difficile uscire.

Un secondo atteggiamento controproducente è forzarti ad aderire agli stereotipi culturali già elencati: il rischio è sovrainvestire nell’immagine e nell’attrattiva sessuale come uniche fonti di felicità. Parole d’ordine: autenticità, coerenza e accettazione di te, che peraltro sono i cardini nella mia formazione professionale come psicoterapeuta ad approccio umanistico e bioenergetico.

Riuscendo ad agire con spontaneità, nel pieno rispetto della tua natura, riesci a non impelagarti nel tentativo di risultare sexy a tutti i costi, magari scimmiottando modelli proposti da altri, dai media o da persone di successo a te vicine, ma emani la tua peculiare sensualità valorizzando le tue migliori qualità ed i tuoi punti forti, stai bene con te stesso e con gli altri, prerequisito per far dono di te e della tua sensualità e bellezza tanto interiore quanto esteriore agli altri.

Vai all’articolo: http://federicapianapsicologa.it/la-sensualita-oltre-il-concetto-di-sexy-parte-prima/

Se vuoi darti l’opportunità di migliorare il rapporto con il tuo corpo e la tua immagine corporea vai alla pagina “Il mio approccio” in cui illustro il mio metodo integrato alla psicoterapia:http://federicapianapsicologa.it/il-mio-approccio/Se invece vuoi darti l’opportunità di migliorare il tuo benessere psicofisico restituendo al tuo corpo uno stato di vibrante vitalità, energia e grazia vai all’articolo “Percorsi brevi” in cui mostro com’è possibile migliorare il nostro benessere psicofisico con il Training Autogeno e gli esercizi bioenergetici: http://federicapianapsicologa.it/percorsi-brevi/ 

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La sensualità: oltre il concetto di sexy

Che cos’è la sensualità? Mi riferisco alle capacità dei sensi, alla sensibilità. In senso generale mi riferisco al percepire impulsi e desideri sessuali e al ricercare i piaceri dei sensi, sia in quelli della sfera erotica sia in quelli tipici delle varie forme di sensualità, anche le più raffinate come l’arte, la musica, il teatro, il cinema, la danza. Rispetto al sentirsi o meno attraenti o sexy, alcune giovani donne non si sentono attraenti, nonostante riconoscano di essere piuttosto bene, interessanti e gradevoli.

Le ragioni possono essere numerose: ad esempio nella loro gestualità e comunicazione non verbale. Molte donne mantengono fisicamente un assetto e un passo molto rigido, incurvano il busto, oppure si assestano in una postura troppo eretta e maestosa, apparendo o dimesse, o rigide ed innaturali. Una donna che balla il tango di certo non si atteggerebbe in quel modo.

Ci sono poi aspetti più profondi e strettamente psicologici: condizionamenti familiari (ad esempio un dato rapporto tra madre e figlia può instillare un certo modo di vivere nella figlia, in continuità o in aperta ribellione allo stile materno); esperienze di vita con partner con esigenze diverse, un certo temperamento (introversione e timidezza, estroversione e istrionismo), nonchè effetti dei media e della cultura contemporanea.

La comunicazione non verbale. Il linguaggio del tuo corpo è molto importante poichè veicola un’infinità di messaggi, quali disponibilità, dolcezza, accoglimento, o il contrario. Può esserci contraddizione tra le tue parole e il linguaggio del tuo corpo, che è il più veritiero.

La sensualità indica una dimensione importante del femminile che non ha a che fare con l’essere sexy: quest’ultimo termine si riferisce ad un atteggiamento un po’ studiato e costruito, mentre la sensualità è un qualcosa che ti permette di sentirti naturale, spontanea, “fluida e fluente”, e di apparire come tale. Certo è che puoi affinare e valorizzare qualità personali quali l’ironia e la dialettica che vanno ad accompagnare la capacità di “usare” in modo sensuale il tuo corpo.

Il tuo corpo comunica costantemente, inviando messaggi tramite le reazioni fisiologiche, la postura, la mimica, i gesti, il modo di camminare e di vestire. Tali segnali possono essere consapevoli e inconsapevoli, colti o meno dall’interlocutore: il compito di ognuno, e tuo come donna in particolare, è divenire estremamente consapevole della portata dei tuoi aspetti sensoriali e sensuali, per imparare ad indossarli e a goderne tu stessa, prima ancora che farne uno strumento di seduzione interpersonale.

Effetti della moda, dei media e della cultura in generale. Vivi in una società che ti ha convinto della necessità di essere sexy, piuttosto che sensoriale/sensuale tramite l’ascolto del tuo sentire, bombardandoti di icone sessuali, bombe supersexy, machi dominanti e sempre pronti alla conquista, eroine libidinose e mille contesti patinati che richiedono come imperativo il soddisfacimento erotico. Tali messaggi sono evidenti ovunque: nelle pubblicità, nei manifesti, nelle riviste e soprattutto navigando online. Sembra che il messaggio sovrano sia: chi non accetta e non si adegua a tale sistema di convinzioni, quasi fosse un Credo, è escluso, è perduto.

Come puoi rispondere consapevolmente se non ti ritrovi in questa mentalità? Se sei una donna che non si sente una bomba super sexy o un uomo che non si rispecchia nell’ideale del macho pronto all’agguato e a sfoderare i muscoli? Forse una buona domanda da porsi è questa: “Voglio realmente adeguarmi a tale mentalià? A tali stereotipi? O sono gli altri che si aspettano questo da me?”, “Cosa mi dice la mia pancia veramente?”, infine, “Qual è il mio modo più autentico di sentirmi sensuale e poi sexy?”.

Prosegui la lettura dell’articolo “La sensualità: oltre il concetto di sexy. Parte seconda”:http://federicapianapsicologa.it/la-sensualita-oltre-il-concetto-di-sexy-parte-seconda/Se vuoi darti l’opportunità di migliorare il rapporto con il tuo corpo e la tua immagine corporea vai alla pagina “Il mio approccio” in cui illustro il mio metodo integrato alla psicoterapia:http://federicapianapsicologa.it/il-mio-approccio/ Se invece vuoi darti l’opportunità di migliorare il tuo benessere psicofisico restituendo al tuo corpo uno stato di vibrante vitalità, energia e grazia vai all’articolo “Percorsi brevi” in cui mostro com’è possibile migliorare il nostro benessere psicofisico con il Training Autogeno e gli esercizi bioenergetici: http://federicapianapsicologa.it/percorsi-brevi/ 

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Il corpo e l’immagine

Per poter avere un rapporto più equilibrato con il tuo corpo e la tua immagine è necessario coltivare un atteggiamento mentale diverso e modificare alcuni comportamenti controproducenti. Ti mostro un percorso in 6 step unito ad una tecnica psicoterapeutica che utilizzo nel mio approccio umanistico e bioenergetico.

Step 1. Sviluppare consapevolezza delle conseguenze dell’ insoddisfazione corporea sulla tua vita: le più comuni sono l’inevitabile calo dell’autostima, l’ansia e la vergogna nelle relazioni sociali, difficoltà nella sessualità, depressione e, aspetto molto significativo, vulnerabilità a problemi alimentari.

Step 2. Prendere consapevolezza delle parole dispregiative che usi su te stesso o che ti rivolgono gli altri, ma soprattutto delle emozioni che scaturiscono di conseguenza a questi auto od eterogiudizi. Soprattutto fare un elenco per iscritto, di tutti quei termini che rivolgi a te stesso e che possono essere talvolta massacranti ed annichilenti, cui, purtroppo per abitudine, non presti più attenzione ma che minano in modo lento e “sotterraneo” il tuo benessere.

Step 3. Sviluppare un dialogo interiore positivo. In inglese si utilizza il termine Self-talk: si tratta di imparare a sostituire ai termini dispregiativi e talvolta sadici altri termini benevoli e gentili, se non dei veri complimenti/apprezzamenti, che ti aiutino a far rifiorire la consapevolezza profonda della tua bellezza interiore e nondimeno esteriore. E’ possibile fare questo passaggio solo nel momento in cui accetti di non volerti più fare del male “giocando al massacro” con giudizi negativi e lasci che si infiltri in te la possibilità di uno sguardo gentile e rinforzante. Questo step può essere difficile se hai una concezione particolarmente negativa di te stesso o se presenti un disturbo vero e proprio sull’immagine corporea, come il disturbo da Dismorfismo Corporeo. Un esercizio molto utile in tal senso è un esercizio da farsi allo specchio: guardarsi astenendosi dal giudicarsi, proprio come si fa durante le tecniche di meditazione. Disporsi ad osservare e ascoltare senza giudicare nè in positivo nè in negativo, accompagnando con un respiro calmo e regolare.

Step 4. Prendere consapevolezza dei comportamenti correlati all’ insoddisfazione corporea: evitare (luoghi, situazioni o persone che mettono a disagio, come palestre, piscine, specchi, fare il bis a tavola, persone attraenti), nascondere (camuffare il corpo sotto gli abiti), correggere (con il makeup o un taglio di capelli o trattamenti estetici snervanti o persino chirurgici) e verificare (chiedere il parere altrui, guardarsi allo specchio in tante posizioni o pesarsi spesso).

Step 5. Imparare a prendersi cura di sè attraverso 3 tipi di esperienze corporee gratificanti. Si tratta di iniziare a praticare attività legate alla salute e alla forma fisica (come gli sport), attività legate a sensazioni corporee piacevoli (farsi fare dei massaggi o imparare tecniche di auto-massaggio), infine, attività legate all’aspetto fisico puramente estetico (come regalarsi un’abbronzatura dorata, valorizzare il volto con il giusto make-up ed acconciature).

Una tecnica in psicoterapia umanistica e bioenergetica: la Sagoma Corporea. Una modalità creativa ad alto impatto, che ti permette di prendere consapevolezza della tua immagine interiore, corporea ed emotiva: cioè la tua identità così come la vivi, per poi portarla all’esterno con una riproduzione grafica e pittorica e darti poi la possibilità di re-integrarla in modo più consapevole, maturo e funzionale. E’ incredibilmente potente osservare la discrepanza tra la tua immagine interiore e la tua immagine esteriore.

Le 3 fasi della tecnica. E’ necessario disporre di grandi fogli bianchi di carta da pacchi bianchi per poter contenere la sagoma a dimensione naturale e una quantità di pennarelli colorati.

Fase 1: la preparazione. Ti invito a crearti il tuo ambiente, disponendo in modo diverso i mobili e gli oggetti, prenderti lo spazio e creare familiarità con ciò che si andrà a fare insieme.

Fase 2: disegna te stesso. Ti faccio scegliere due colori, uno che piace di più e l’altro che piace di meno, e di disegnare la tua sagoma a grandezza naturale con il pennarello del colore preferito. Ti assisto laddove ci sono imbarazzo, titubanza o ansia rispetto alle tue doti pittoriche o pressione a “rendere una prestazione perfetta”

Fase 3: faccia a faccia. Ti invito a porti ai piedi del disegno appena fatto, ad osservarlo e a contattare l’esperienza interiore che ti accompagna, vale a dire vissuti, sensazioni corporee, ricordi e pensieri, accompagnandoti in questo momento di disvelamento e condivisione. Ti invito poi a tradurre in parole questi vissuti scrivendole sulle parti del corpo interessate.

Fase 4: vesti la sagoma. Ti invito a stenderti supino sul foglio proprio sopra la sagoma in precedenza disegnata, come ad indossarla. Ti prendi poi il tempo per metterti in ascolto di ciò che ti accade dentro mentre traccio le linee del tuo corpo con il pennarello dell’altro colore.

Fase 5: incontro e scontro. Mettendoti nuovamente di fronte al foglio puoi osservare la differenza, talvolta marcata, tra le due sagome, la differenza nella forma e nelle dimensioni tra questi due corpi, quello vissuto e percepito interiormente e quello reale. Per far sì che tali differenze vengano messe in evidenza ti chiedo di colorare le porzioni di disegno in eccesso o in difetto tra le due sagome.

Fase 6: integrazione. Osservando di nuovo il disegno e confrontando le due tracce ti aiuto ad integrare le due parti del Sè: da una parte l’immagine interiore, un po’ temuta, un po’ idealizzata, dall’altra parte l’immagine reale che talvolta puoi percepire come migliore di quanto ti aspettavi, talaltra peggiore rispetto all’immagine ideale. Nuovi vissuti emergono da questa terza immagine che sintetizza le due precedenti: ti invito così a tradurre in parole questi nuovi vissuti sulla sagoma.

La fase finale prevede che tu prenda consapevolezza del fatto che il tuo Sè è complesso e multisfaccettato, abitato da aspetti piacevoli ed altri meno piacevoli, da emozioni gratificanti e da altre dolorose, ma capace di riconoscerti in tale complessità ed imparare ad amarti.

Vai all’articolo: http://federicapianapsicologa.it/il-corpo-e-limmagine-corporea-dallinsoddisfazione-al-piacere-parte-prima/

Se vuoi darti l’opportunità di migliorare il rapporto con il tuo corpo e la tua immagine corporea vai alla pagina “Il mio approccio” in cui illustro il mio metodo integrato alla psicoterapia: http://federicapianapsicologa.it/il-mio-approccio/ Se invece vuoi darti l’opportunità di migliorare il tuo benessere psicofisco restituendo al tuo corpo uno stato di vibrante vitalità, energia e grazia vai all’articolo “Percorsi brevi” in cui mostro com’è possibile migliorare il nostro benessere psicofisico con il Training Autogeno e gli esercizi bioenergetici: http://federicapianapsicologa.it/percorsi-brevi/

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