“Che noia!”: quante volte ti sei trovato a dirti questa cosa sbadigliando guardando il soffitto? La noia ha diverse definizioni da vocabolario: da senso di fastidio e tristezza, all’inerzia, fino al tedio, quando l’esperienza della noia è più grave ed è mista al disgusto. La noia è uno stato di disinteresse o mancanza di energia, come reazione a stimoli che senti ripetitivi. Esattamente il contrario del divertimento! Nel Medioevo la noia era concepita come “accidia”, cioè assenza di cura e di interesse, secondo la visione cattolica, invece, l’accidia indica l’indolenza, cioè l’essere pigro nella ricerca del bene, l’accidia è considerata così uno dei sette peccati capitali. 

Quando sei annoiato ti senti come sospeso, incapace di fare alcunchè, niente ti attrae o ti incuriosisce: non hai nessun “drive”, cioè nessuna motivazione. Ti senti incapace di prendere decisioni e i tuoi rapporti con il mondo esterno si sfilacciano: sei come distaccato dal mondo e pure da te stesso, hai persino una visione, anche se temporanea, negativa di te stesso. Non devi confondere la noia con altre emozioni che la accompagnano, quali la melanconia, il senso di vuoto, la rabbia, la tristezza e la frustrazione. La tristezza è spesso una compagna della noia, ma se la tristezza è l’emozione che insorge per una mancanza, una perdita, la noia è quell’emozione associata all’assenza di attrattiva. 

Perchè ti annoi? Ti annoi quando ti trovi in una specie di pozzanghera emotiva: vorresti fare qualcosa di stimolante ed interessante per te ma non è possibile per varie ragioni. Non è depressione: in questo caso penseresti che non vale la pena attivarsi poichè per te non c’è nulla di interessante nella tua vita. Dal momento che la nostra mente di umani contemporanei è alla continua ricerca di stimoli, siamo motivati a fruire di informazioni, contenuti di vario genere, riempiamo la nostra mente di input, quando ci troviamo momentaneamente “a corto” di tali stimoli è molto probabile che precipitiamo in un penoso senso di noia. La noia cambia la percezione soggettiva del tempo: sembra che non passi mai e se, come succede alla maggior parte di noi, non siamo allenati a governare i nostri stati mentali, possiamo provare un disagio anche rilevante. Pare che la noia non sia sempre determinata da stimoli ripetitivi e monotoni, poichè puoi annoiarti anche quando ti trovi in un contesto pieno di stimoli e persone come una conferenza o una festa, o non ti annoi facendo determinati lavori monotoni. Se sei una persona particolarmente “incline” alla noia, e a quei vissuti correlati come il senso di vuoto, il disinteresse e la mancanza di piacere, sei più spesso di altri portato a ricercare stimoli nuovi ed intensi, anche trasgressivi, in grado di portarti esperienze ad alto impatto emozionale. E’ quello che si chiama Sensation Seeking (ricerca di sensazioni forti), vicino al concetto di Novelty Seeking (ricerca della novità). Si tratta di una caratteristica tipica di alcune persone che funzionano ad un livello di stimolazione più alto: se tale livello si abbassa oltre una certa soglia insorge la noia e queste persone sono spinte alla ricerca di nuovi stimoli che riportano ad un livello ottimale di gratificazione e “tono” energetico.

Che senso ha, quindi, la noia? Dal momento che il compito delle emozioni è quello di informarci se e quanto siamo vicini al raggiungimento dei nostri bisogni e scopi, la cosa da capire è che la nostra fondamentale motivazione a crescere, a sviluppare la nostra personalità e a muoverci in modo via via più efficace nel nostro ambiente: in base a ciò la nostra mente assegna una diversa importanza ai vari bisogni e scopi. Ti annoi, perciò, quando: hai tanti scopi presenti contemporaneamente tra i quali non sai scegliere perchè non sai stabilirne le priorità; quando hai già raggiunto un tuo scopo che è ora “saturo” e non ti dà più alcuna gratificazione; quando non hai degli scopi presenti in un dato momento, sei come “spento”; infine, quando ti trovi in una situazione che rende impossibile raggiungere il tuo scopo. L’aspetto sano della noia è di segnalarti che stai vivendo in una situazione, ambiente o circostanza carente di quegli stimoli che sono fonti di gratificazione e di novità, di inaspettato. Se non hai “appigli” sui quali creare, progettare, inventare nuove attività, non puoi soddisfare la tua principale motivazione che è quella di accrescere te stesso e la tua esplorazione dell’ambiente, perciò i tuoi riflessi rallentano, la tua attenzione cala e, inevitabilmente, sperimenti noia! Sei in stand-by, con le “pile scariche”

Quando annoiarsi diventa un problema: la noia non è di per sè una malattia, finchè non si trasforma in un disagio fatto di mancanza totale di piacere, motivazione, fino alla depressione. Alcuni studi hanno dimostrato che un buon allenamento a gestire la noia può essere di gran beneficio nella cura e nella prevenzione delle ricadute di svariati disturbi psicologici, dal momento che un’incapacità di gestire questa emozione facilmente contribuisce ad innescare l’abuso di sostanze, abbuffate, discontrollo negli impulsi come giocare d’azzardo, iperattività sessuale. Se sei una persona più incline alla noia e non hai la capacità di governarla efficacemente è probabile che tu sia una persona che manca di consapevolezza di sè, ha scarsa autonomia, una bassa autostima, pochi progetti e scopi autonomi nella vita e tendenza a dipendere dagli altri. Noia, ansia, ostilità e depressione sono correlati, come pure ansia e impulsività. In alcuni casi, la noia fa parte di quei meccanismi insani che caratterizzano le relazioni interpersonali: si tratta di persone con disturbi della personalità. Se hai un disturbo Narcisistico, quando provi noia stai entrando in un meccanismo per cui ti senti tediato dagli altri insulsi che non ti riconoscono le tue capacità speciali. Se hai un disturbo Borderline, la tua noia è associata a quel senso di vuoto, di angoscia e di svalutazione di te stesso per cui ti senti abbandonato dagli altri. Se hai un disturbo Istrionico, provi noia quando senti di non essere visibile per gli altri, poichè non ricevi tutte le attenzioni che desideri per sentirti “vivo” ed attraente. Se hai un disturbo Dipendente, la tua noia segnala che non hai scopi e progetti autonomi: il tuo principale problema, infatti, risiede nel non poterli percepire se non stando in relazione con qualcun altro.

E’ importante, quindi, per te imparare a vincere la tua noia in modo sano. Per far questo puoi come prima cosa riconoscere la noia, distinguendola dalle altre emozioni, accettarla, comprenderla in relazione ai tuoi bisogni e scopi e metterla nei comportamenti più funzionali (per saperne di più sulla gestione delle emozioni vai qua: http://federicapianapsicologa.it/gestire-le-emozioni-un-percorso-in-5-step/http://federicapianapsicologa.it/imparare-gestire-le-emozioni-modalita-funzionali-disfunzionali/). Se ti rivedi nei casi in cui la noia ti sfugge di mano e diventa parte di una sofferenza più ampia, considera l’idea di rivolgerti ad un professionista, ad uno psicologo.

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