Lo stress è un ingrediente presente nella vita di tutti. Per comprenderlo a fondo occorre adottare un’ottica a 360°. Il primo ad aver parlato di stress fu Hans Selye negli anni ’50, partendo dai suoi studi sugli animali. Selye chiamò “stress” solo la risposta dell’organismo, mentre dava il nome di “stressor“, allo stimolo che innescava tale risposta. Definì lo stress come “la risposta non-specifica dell’organismo a qualunque pressione o richiesta“. La pressione o richiesta che rappresenta lo stressor può essere sia un evento interno che un evento esterno. Ad esempio, un certo pensiero o sentimento può essere causa di stress, quindi uno stressor, in altri casi, invece, lo stesso pensiero o sentimento può sopraggiungere in risposta ad uno stimolo esterno come uno scontro con una persona o una perdita.

Selye sosteneva che l’aspetto più interessante dello stress è che consiste in una risposta fisiologica generalizzata con cui l’organismo cerca di adattarsi alle richieste cui è soggetto. Egli chiamò questa risposta sindrome di adattamento generale vedendoci il mezzo con cui gli animali e gli esseri umani riescono a mantenere la loro funzionalità, e a volte a mantenersi in vita, davanti a pericoli, traumi o cambiamenti. Sottolineò che lo stress è una componente naturale della vita e, come tale, ineliminabile completamente.

Selye osservò che in certe circostanze lo stress può dare luogo a vere e proprie patologie dell’adattamento: quando i tentativi di rispondere agli stressor non sono funzionali, ma sregolati o inadeguati. Ne deriva, perciò, che più sei in grado di produrre risposte efficaci agli stressor, più possibilità hai di scongiurare danni per la tuaa salute psico-fisica.

La possibilità di affrontare efficacemente uno stressor dipende dalla sua intensità. A un estremo ci sono eventi tanto violenti da ucciderti o provocarti seri danni, indipendentemente da come li percepisci, se non è possibile evitarli: come l’esposizione a dosi massicce di radiazioni o sostanze tossiche, o un brutto incidente stradale. A metà tra gli stressor letali e quelli più benigni, c’è un’ampia gamma di casi in cui è il modo in cui percepisci ed affronti la situazione a determinare a quanto stress vai incontro. Imparando ad utilizzare in modo consapevole ed intelligente le tue risorse, ed apprenderne di nuove quando serve, è possibile ridurre gli effetti dello stress.

Se vuoi saperne di più sui meccanismi dello stress, i circoli viziosi e le strategie di adattamento prosegui la lettura con l’articolo “Conoscere e gestire lo stress: parte seconda”:http://federicapianapsicologa.it/conoscere-e-gestire-lo-stress-parte-seconda/

Se vuoi darti l’opportunità di restituire al tuo corpo uno stato di vibrante vitalità, energia e grazia vai all’articolo “Percorsi brevi” dove mostro com’è possibile migliorare il nostro stato di benessere psicofisico in modo rapido ed efficace con il Training Autogeno e gli esercizi bioenergetici: http://federicapianapsicologa.it/percorsi-brevi/

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