Nel corso della propria vita ti trovi ad affrontare moltissime esperienze che ti portano, dall’infanzia all’età adulta fino alla vecchiaia, a diventare una donna con determinate caratteristiche. E’ un viaggio alla continua scoperta e riscoperta di te stessa che ti fa attraversare tempeste emotive e ricoprire ruoli diversi, da questi eventi potrai uscirne arricchita e trasformata se saprai farne tesoro e diverrai sempre più fedelmente te stessa.

Ogni volta che ti trovi a ricoprire un ruolo, vai ad abbracciare quello che C. G. Jung definisce un archetipo. Questo termine significa “primo esemplare”, si tratta di un’idea o una forma che rappresenta la mente primordiale del genere umano. Jung ritiene che gli archetipi risiedono nell’inconscio collettivo, una dimensione psichica e spirituale da cui promana una varietà di manifestazioni. Gli archetipi a livello individuale si esprimono nella mente conscia e nell’inconscio e danno origine a una moltitudine di pensieri, emozioni ed azioni. Gli archetipi non sono direttamente percepibili poichè non hanno una forma materiale, puoi però percepirli tramite gli impulsi interiori da essi espressi. L’uomo, per attivare determinati archetipi, ha costruito luoghi o creato situazioni utili ad amplificarne la manifestazione: ne sono esempi i teatri, gli anfiteatri, gli stadi, le biblioteche, le chiese, i templi. Le sensazioni che tipicamente si provano entrando in questi luoghi possono essere considerate manifestazioni degli archetipi che li caratterizzano. Esiste, in ogni archetipo, un “lato oscuro”, un aspetto distruttivo per te e per gli altri, denominato Ombra dell’archetipo. Quando emerge questo lato non solo può distruggere i  tuoi traguardi e i tuoi lati positivi, ma può anche portarti ad identificarti con essa, diventando parte del tuo modo di vivere naturale. Ti trovi poi nella difficoltà di non saper riconoscere i lati distruttivi di un dato archetipo, proprio perchè ti ci sei più o meno completamente fusa: da questa mancanza di consapevolezza l’incapacità a fare dei cambiamenti.

In questa serie di articoli voglio illustrarti il contributo di Jean Shinoda Bolen, psicoanalista junghiana, la quale ha tratto dalle dee del Pantheon greco diversi archetipi del femminile, giungendo a sistematizzare questi concetti in un bel libro, “Le dee dentro la donna” (1984, casa editrice Astrolabio-Ubaldini, Roma, 1991), dove parla di come questi diversi archetipi femminili ti guidino dall’interno e siano responsabili delle differenze caratteriali. L’autrice sostiene che, per quanto tu possegga un archetipo dominante nella tua personalità, in base agli eventi di vita, i compiti evolutivi e le influenze socio-culturali o familiari, hai anche la possibilità di attivare una o più delle altre dee. Quanto più sei complessa come donna tanto più è probabile che in te vivano più dee: queste ti arricchiscono di sfaccettature e colori variegati, portandoti naturalmente a vivere anche situazioni più complesse e maggiori conflitti interiori ed esteriori.

L’autrice divide le 7 dee principali del Pantheon greco in due gruppi: le dee vergini, cioè Estia, Atena ed Artemide, e le dee vulnerabili, cioè Era, Demetra e Persefone. Vi è poi Afrodite, che non rientra nelle categorie precedenti e viene denominata dea alchemica. Le dee vergini portano questa denominazione poichè rappresentano le qualità femminili dell’autosufficienza, sono decisamente centrate sui loro obiettivi, poco inclini ad innamorarsi, rappresentano il tuo bisogno di giungere all’indipendenza e a sentirti completa in te stessa. Le dee vulnerabili sono così definite poichè rappresentano i tre ruoli tradizionali del femminile nella storia: moglie, madre e figlia. Hanno tutte e tre subito violenza dagli uomini e hanno sofferto molto per amore: definiscono la propria identità in base al rapporto con il maschile. Rappresentano la facoltà femminile di instaurare relazioni con l’altro sesso. Vi è poi Afrodite, dea alchemica, che coniuga alcune caratteristiche sia delle dee vergini, fa cioè quel che le piace, che delle dee vulnerabili, poichè si lega a divinità maschili e genera figli, ma, a differenza di queste, non ne resta vittima e non soffre. 

In questa serie di articoli ti illustro le 7 dee esaminate dalla Bolen con l’intento di aiutarti a comprendere meglio la natura di alcuni  tuoi comportamenti, emozioni e pensieri per decidere quale dea tenere a freno e quale altra dea invece invocare e coltivare, per diventare l’eroina della tua esistenza. Inizio con Estia.

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