In questo articolo voglio parlarti di quelli che chiamo “i pilastri” dell’ansia patologica, quegli elementi fondanti i veri e propri disturbi d’ansia che riscontro frequentemente nella mia pratica quotidiana e non solo. I problemi di ansia sono, di fatto, tra i più diffusi e non sempre chi ne è affetto decide di rivolgersi ad uno psicologo per ottenere un aiuto professionale: è più frequente osservare il ricorso al medico curante per ottenere prescrizioni di ansiolitici, l’utilizzo di rimedi cosiddetti “naturali” autonomamente acquistati in farmacia, parafarmacia o, talvolta, su siti Internet.

La letteratura scientifica indica chiaramente alcuni pilastri dell’architettura patologica dell’ansia, che svolgono un ruolo cruciale nella genesi e nel mantenimento dei disturbi d’ansia. Eccoli elencati di seguito:

  1. Timore sproporzionato del danno e tendenza a previsioni negative: si tratta del pensiero catastrofico, vale a dire la tendenza a prevedere un’ampia gamma di eventi e conseguenze negative basandoti su situazioni quotidiane. Vedi il pericolo insito in moltissime eventualità negative come qualcosa di inevitabile, drammatico e irreparabile.
  2. Autovalutazione negativa: ha a che fare con l’autostima che in te, se hai un disturbo d’ansia, è notoriamente scarsa. Vai ad attribuire il verificarsi degli eventi negativi ad una valutazione negativa sia delle tue capacità pratiche (“Non so fare questa o quella cosa, non so cavarmela da solo”) che delle tue capacità di autocontrollo emotivo e di recupero nelle situazioni problematiche (“Non so gestire/controllare le mie emozioni di fronte ad un problema nè sono capace di uscirne immune”).
  3. Intolleranza dell’incertezza: credi di non poter sopportare emotivamente il non sapere perfettamente come potrebbero andarti le cose, il dubbio che tra gli eventi futuri ce ne possa essere qualcuno spiacevole, anche se poco probabile, o ritenere molto più probabili gli esiti negativi degli eventi a discapito di quelli positivi, anche se, paradossalmente, più probabili.
  4. Paura di sbagliare e perfezionismo patologico: ti concentri eccessivamente sugli errori e le imperfezioni nelle tue azioni o prestazioni e ritieni che tali errori siano indice di un sicuro fallimento o, persino, di una catastrofe personale.
  5. Bisogno di controllo: senti di dover ricercare in modo assoluto la certezza che le cose vadano nel modo che desideri, non rendendoti conto che tale certezza è irrealistica e illusoria. Al fine di prevenire l’avverarsi delle conseguenze catastrofiche temute e costantemente oggetto dei rimuginii, monitori, come avessi uno “scanner” o una “lente di ingrandimento”, e manipoli le situazioni, le cose e le interazioni con gli altri per mantenere il controllo. Ne sono esempi il controllo sul peso, sulla massa muscolare, sul cibo, sullo smartphone (notifiche, social media…), sull’ordine e la pulizia ecc ecc.
  6. Intolleranza alle emozioni: appari spaventato dal mondo emozionale in generale. Puoi sentirti minacciato e disorientato anche da emozioni piacevoli, o perchè le interpreti come segnali del possibile arrivo di notizie ed eventi negativi, o perchè convinto che le emozioni in generale siano segnali di debolezza (mancanza di autocontrollo) o immaturità.
  7. Eccessivo senso di responsabilità: tendi ad attribuire a te stesso la responsabilità, spesso totale, del verificarsi degli eventi spiacevoli o molto dannosi oggetto delle tue paure e rimuginii. Situazione osservabile tipicamente nel disturbo ossessivo-compulsivo o DOC.

Nel prossimo articolo illustro i processi e gli errori di pensiero più comuni nei disturbi d’ansia coinvolti nella genesi e nel mantenimento dei disturbi d’ansia. Vai qua: http://federicapianapsicologa.it/i-pilastri-dellansia-patologica-seconda-parte/

Vai qua per gli altri articoli a tema “ansia”: http://federicapianapsicologa.it/conoscere-e-superare-lansia-parte-seconda/http://federicapianapsicologa.it/conoscere-e-superare-lansia-parte-prima/

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