Essere in lutto: la morte di una persona cara è purtroppo un’esperienza difficile in cui tutti incappiamo prima o poi. In questo articolo ti parlo di questo delicato argomento illustrandoti le 3 principali fasi del lutto secondo le teorie di Therese Rando, studiosa ed esperta del lutto: potrai così capire i meccanismi che stanno alla base del lutto, orientarti in base a questi e diventarne consapevole, per poter essere di aiuto a te stesso o ad una persona a te vicina nel caso in cui tu stia vivendo, o abbia vissuto, l’esperienza del lutto. Nella seconda parte di questo articolo ti parlerò delle 6 fasi importanti per elaborare il lutto ed andare avanti riorganizzando la tua vita. Secondo Rando ci sono 3 fasi del lutto: l’evitamento, il confronto e quella dell’accomodamento, cioè della guarigione.

  1. La fase dell’evitamento: se ti trovi in questa fase il tuo desiderio è evitare di prendere consapevolezza che la persona deceduta non è più qui con te, evitare di renderti conto della morte come evento definitivo. Puoi sentirti confuso, incredulo, incapace di realizzare l’accaduto. Non appena questo stato semi-confusionale di shock diminuisce, entri in una fase di negazione: desideri negare che la morte ci sia davvero stata, puoi pensare che si tratti di un incubo da cui presto ti risveglierai. Da una parte, questa negazione può essere terapeutica, nel senso che ti protegge dall’essere “invaso” dalla drammatica realtà della perdita. Funziona un po’ come un cuscinetto che attutisce il colpo. Puoi vivere reazioni anche contrapposte: da una parte sei incredulo e intontito ma dall’altra puoi desiderare di sapere a tutti i costi perchè la persona a te cara è morta. A volte puoi mostrare una reazione apparentemente positiva, che pare di accettazione della morte, poichè ti impegni in attività adeguate come organizzare i funerali, stringerti accanto a familiari e ad amici: in realtà stai tenendo separate due sfere, a livello logico e cognitivo stai accettando la cosa, mentre a livello più profondo, emozionale, sei ancora sul piano della negazione.
  2. La fase del confronto: in questa fase realizzi davvero la perdita ed entri nel vero e proprio cordoglio, per cui avverti vissuti molto più acuti e dirompenti. Puoi avere quelli che vengono definiti i comportamenti di ricerca: ti senti agitato ed inquieto, per quanto capisci razionalmente che non è una cosa sensata, ti muovi alla ricerca di segnali della persona deceduta, come a restare in contatto con lei, a localizzarla. Comuni sono uno stato di tensione ed allarme fisici, l’insonnia (sia difficoltà ad addormentarti sia risvegli precoci), costante irrequietezza, pensiero fisso sul defunto, la perdita di interesse per cose che prima ti procuravano piacere, la focalizzazione della tua attenzione su quegli angoli di casa o altri luoghi dove potrebbe trovarsi il defunto, persino il richiamo del defunto, cioè pronunciarne il nome, sussurrando, piangendo o gridando, per ottenere il suo ritorno. In questa fase inizi piano piano ad elaborare la realtà della morte: ogni volta, quindi, che ripensi al defunto, o provi a localizzarlo coi comportamenti di ricerca, ti rendi conto che non c’è più, che la morte è un evento definitivo. A livello emotivo questa è una fase molto difficile, persino devastante: puoi provare tanta tristezza (non necessariamente con il pianto) quanta rabbia, senso di colpa ed auto-rimprovero, pensando di aver fatto mancare il tuo aiuto o soccorso al defunto, ansia e solitudine, pensando in modo catastrofico al tuo futuro, talvolta allucinazioni visive ed uditive, un senso di inaiutabilità, cioè il sentire che niente e nessuno può alleviare il tuo cordoglio. Puoi sentirti come “amputato”: sperimentare sintomi fisici e somatizzazioni, che indicano come la perdita ha portato via pezzi della tua identità psicofisica.
  3. La fase della guarigione: in questa fase vedi lentamente diminuire i vissuti del cordoglio più forte e ti accingi a riprendere gradualmente la tua vita sociale e di relazione. Il tuo compito in questa fase è ricostruire la tua visione di te stesso e degli altri, ricostruire quindi il tuo adattamento al mondo sulla base dei cambiamenti che il lutto ti ha procurato. Ricominci a vivere, impari a fare a meno dell’esistenza materiale del defunto e diventi capace di riorganizzare la tua vita intorno a nuovi significati, sviluppando una nuova progettualità. La guarigione può darsi completa quando riadatti la relazione con il defunto, che diviene più interiore e spirituale, quando rivedi la tua stessa identità cambiando il tuo sistema di convinzioni e schemi personali, quando ti reinserisci in modi nuovi e creativi nel mondo esterno investendo le tue energie all’insegna del benessere e della crescita. Torni padrone della tua vita.

Vai qua per la seconda parte dell’articolo: http://federicapianapsicologa.it/il-lutto-andare-oltre-il-dolore-e-ricominciare-parte-seconda/

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