In questo quarto articolo ti parlo di una delle 3 dee vulnerabili, l’archetipo Era, dea del matrimonio, simbolo di fedeltà ed unione sacra nel legame di coppia, sposa di Zeus, regina degli Dei e per questo detta Sposa del Cielo. Era è, al pari di Demetra e Persefone, una dea vulnerabile poichè si definisce in rapporto al maschile, una donna che la impersona è, come la dea, destinata perciò a tempeste emotive e sofferenze, ingredienti inscindibili dalle relazioni intime. Sorella di Zeus, dopo essere stata inghiottita dal padre Cronos, venne liberata da quello che poi divenne suo marito. Curioso è lo stratagemma da lei impiegato per persuadere Zeus a sposarla: lui si mutò nelle sembianze di un tenero uccellino per avvicinarsi a lei e poi però possederla con la forza; Era però non si concesse fino a quando non ebbe la solenne promessa di essere presa in sposa da Zeus. Nei miti ricorrono tanti aneddoti sulle furie di Era: infuocata dalla gelosia e dalla possessività per i frequenti tradimenti del marito, era solita scagliarsi sulle altre donne, anzichè su Zeus, vendicandosi e perseguitandole. Questo archetipo è una forza davvero possente in una donna: indica la volontà di completarti dentro ad un vincolo assoluto quale il matrimonio, completarti come parte di un sistema, la coppia. Simboleggia anche il tuo bisogno di riconoscimento da parte del maschile nelle vesti di consorte, il bisogno del potere e della sovranità derivanti da tale ruolo, di donna prescelta rispetto alle altre donne. Il tuo destino di donna che impersoni tale archetipo è quindi assai legato al matrimonio e al tipo di marito che sceglierai: la vita coniugale può essere per te fonte di grande gioia o grande sofferenza

Scopri se il tuo archetipo dominante è Era. Già da bambina prediligi alle cure verso un bambolotto il gioco “della moglie e del marito”. Secondo il mito i genitori di Era erano Cronos e Rea: lui violento ed anaffettivo, lei succube e incapace di proteggere i figli. Qualora tu venga da questo tipo di unione sentirai come forte desiderio quello di emanciparti da questo modello familiare costruendo una coppia e una famiglia diametralmente opposta, qualora, invece, il matrimonio dei tuoi genitori sia realmente felice e stabile, ti appellerai a questo come ad una sorta di “mito” da riprodurre nella tua vita adulta: in ogni caso la coppia e il matrimonio rappresentano per te baluardi indistruttibili, valori indiscutibili. Da adolescente la tua stabilità emotiva è riposta in un’unica cosa: avere un fidanzato fisso. Che tu sia di estrazione borghese, più elevata o modesta, tendi a scegliere il fidanzato sulla base di alcuni criteri di “rispettabilità”, questi può essere “il figlio di” una persona nota in società, in ogni caso lo status del tuo fidanzato è un elemento determinante che orienta le  tue preferenze. Una volta fidanzata, guarderai con occhi penosi le altre ragazze single e, sentendoti un po’ come una “regina dell’Olimpo”, cercherai di creare una coppia “in” dandoti da fare per organizzare feste e incontri pubblici, ai quali presentarti sfolgorante al fianco del fidanzato. Perfetta donna di mondo e padrona di casa, curi molto il tuo aspetto. La tua vita si realizza al massimo fuori dalle mura domestiche, sapendo affiancare con modi garbati ed eleganza il tuo fidanzato o marito, sei portata per la vita mondana, ti piace presenziare a ricevimenti ed incontri pubblici dove ti distingue per la tua raffinatezza. Ti piace ricevere ospiti a casa e fare loro visita. Ti piace fare le cose in grande, anche se tieni l’amministrazione della casa e delle finanze, sei attratta dalla moda e dalle tendenze, ti piacciono oggetti di alta qualità e pregio. Sei una donna tipicamente estroversa, allegra, vanitosa ed audace, attiva e dominante. Se vai all’università non tieni in grande considerazione il successo professionale: la laurea è solo un tassello di quella posizione che ti si richiede per raggiungere lo scopo di maggior valore, cioè essere la candidata perfetta per un matrimonio di successo al fianco di un uomo di spicco. L’università può essere uno dei tanti luoghi dove incontrare il potenziale marito, non il luogo elettivo per la propria crescita ed affermazione. Puoi sposarti appena raggiungi la maggiore età (evenienza rara oggigiorno), ad ogni modo cercherai di raggiungere questo traguardo il prima possibile: fare coppia fissa e approdare al matrimonio è per te la migliore carriera. Com’è intuibile, il lavoro non è un ingrediente essenziale per te: puoi anche ricoprire un ruolo di rilievo, ma questo non ti garantirà mai quello status e quella realizzazione, per te possibili esclusivamente dentro ad un legame duraturo ed assoluto. Sei una donna che non sa instaurare genuini e trasparenti rapporti con le altre donne. I rapporti possono essere sporadici e conflittuali, poichè, se single, vedi le altre donne come potenziali rivali, se sposata, le vedi come occasioni di tradimento e distrazione per l’amato consorte. Le uniche donne con le quali ti intrattieni sono donne sposate come te, magari con amici o colleghi del marito, con le quali fare shopping, fare uscite a quattro o organizzare feste; si tratta più di patti non belligeranti piuttosto che vere amicizie. Le donne con le quali assolutamente non può esserci un contatto sono le Afrodite: la loro carica di estroversione e sensualità le rende assolutamente le rivali più pericolose. Puoi disdire un impegno già preso con un’amica qualora il consorte ti faccia una proposta diversa: si può immaginare l’effetto di tali comportamenti ripetuti sulle amicizie al femminile, che si deteriorano fino a rovinarsi del tutto

Quanto agli uomini, sei naturalmente attratta da uomini che ricalcano le qualità di Zeus: ambizione, potere, successo, sicurezza in sè stesso e qualità intellettuali, presenti in scienziati, artisti innovativi o uomini d’affari. Tu diventi “la sua regina” e lui diviene per te “il tuo Dio”, per te nulla conta di più del vostro legame. Coppie non ben assortite sono quelle Era-Efesto ed Era-Poseidone: nel primo caso non ti puoi rispecchiare nel talento e nella brillantezza intellettuale di lui, tendenzialmente chiuso e ritirato, anche se in possesso di una sua arte e creatività, però nascoste; nel secondo caso non puoi sentire stabilità nella coppia a causa delle frequenti oscillazioni umorali del marito, che non lo rendono di successo e potente come tu vorresti, tu perciò lo critichi e lo svaluti, portandolo all’esasperazione fino agli scoppi di ira. Se vieni tradita, subisci una ferita emotiva profondissima che può rivelarsi letale: dalla delusione e dalla tristezza possono scaturire una depressione e una rabbia tali da culminare in atti distruttivi. Come narra il mito, Era non osava contrapporsi a Zeus, ma si scagliava con tutta la sua ira furiosa sulle altre donne, sue rivali, perseguitandole o uccidendole. Una degenerazione particolarmente pericolosa, un lato Ombra, è la sindrome di Medea: la donna, non paga della vendetta sull’altra donna, accecata dall’ira e dalla gelosia si vendica del tradimento del marito uccidendo i propri figli, infine si suicida. Traducendo il mito nella realtà quotidiana, è possibile che tu ti serva dei tuoi figli in senso ricattatorio, per manipolare tuo marito che ti ha lasciata ed abbandonata, tradendo o “uccidendo” il tuo ruolo di madre, cioè quello di proteggere ed aver cura della prole. Il matrimonio è, come si può intuire, il vertice della tua realizzazione: il tuo benessere dipende dalla misura in cui tuo marito ti fa sentire la sua regina, la persona più importante. Se tuo marito non ti assicura ciò, si apre per te una vita coniugale fatta di tempeste emotive senza sosta e di senso di fallimento. Verso i figli non sei particolarmente affettuosa e generosa, a meno che non si attivi l’archetipo Demetra: i figli sono un altro dei tuoi doveri, un dono che fai a tuo marito. Di fronte magari alla severità o all’autorità di lui, non ne metti mai in discussione le parole, rischiando di far sentire i figli non adeguatamente ascoltati e protetti, poichè “vostro padre ha sempre ragione”. La sessualità non è un’area di piacere e sperimentazione per te: rientra tra i tuoi doveri coniugali, se non è presente anche l’archetipo Afrodite, puoi anche non provare un piacere pieno ed appagante. Ti concedi a tuo marito come ti viene chiesto, inoltre, è il mezzo per procreare e dare al marito dei figli. 

I lati Ombra dell’archetipo Era sono l’atteggiamento autoritario, la gelosia, l’invidia e l’ira. Sono aspetti riconducibili a quella dipendenza affettiva, che è la base di questo archetipo. Tale dipendenza, talvolta davvero estrema, dal marito, si costruisce su un terreno di mancanza di sicurezza in te e di autostima, mancanza di completezza in te stessa, che ti rendono a pieno titolo una dea vulnerabile. Solo quando sai aprirti ai doni di altre dee quali Afrodite, Estia, Demetra, Artemide ed Atena, puoi imparare ad accettare le altre virtù scendendo da quella posizione autoritaria dove siedi giudicando te stessa e gli altri, smettendo di identificarti completamente nel ruolo di moglie, imparando a sentire i tuoi bisogni individuali e scoprendo l’autonomia

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