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Superare l’ansia

Tra tutte le emozioni la paura e la sua cugina più evoluta, l’ansia, sono le più studiate: la paura è l’emozione più automatica che, quando giunge, va a prevalere sulle altre e a “sequestrarti” letteralmente.

Perchè si prova paura? Tu sperimenti paura ogni volta che immagini o percepisci che un tuo scopo viene minacciato, tanto più rilevante è lo scopo tanto più intensa è la paura. La differenza tra la paura e l’ansia sta nel tipo di pericolo: quanto più il pericolo è preciso e immediato tanto più si parla di paura, quanto più il pericolo è solo immaginato e lontano nel tempo quanto più si parla di ansia. Si tende a considerare pericoloso un evento imprevedibile e incontrollabile: ciò che ti spaventa realmente è immaginare di trovarti in una situazione sconosciuta dopo che l’evento temuto si è verificato, “lo scenario del giorno dopo”.

Qual è il ruolo della paura? Ha un importantissimo compito: prepararti ad un’azione veloce nel caso in cui l’evento temuto si realizzi compromettendo lo scopo che ti è caro. Tra gli scopi più importanti della tua vita: quelli legati alla sopravvivenza come avere una casa e un lavoro, conservarti in salute, mantenere una buona autostima, esercitare abilità e talenti, appartenere ad una comunità, avere buone relazioni umane.

Quali sono le reazioni tipiche di fronte ad un pericolo? Attacco, fuga o congelamento. Nell’attacco il tuo corpo si attiva potentemente per prepararsi a fronteggiare direttamente il pericolo; nella fuga il tuo corpo si attiva nella direzione opposta; mentre nel congelamento (che nel mondo animale è visibile nella reazione del “fingersi morto”) il tuo corpo va in uno stato di inibizione dell’azione, di pseudo-immobilità, riducendo al minimo le funzioni vitali.

Vantaggi e svantaggi. La paura dà l’incredibile vantaggio di farti preparare ad affrontare adeguatamente un pericolo, senza di essa il genere umano si sarebbe senz’altro estinto. Tuttavia in quanto essere umano sei in grado di immaginarti un futuro a lungo termine e quindi sei soggetto a provare ansia per una varietà di situazioni. Nell’ansia i pericoli sono solo immaginati, non ancora attuali, una buona parte dei pericoli futuri non sono del tutto evitabili e preoccuparsene non cambia il corso degli eventi, anzi, penalizza il presente.

In più, non occorre un atteggiamento ansioso per scongiurare il verificarsi di alcuni eventi temuti. Non serve, infatti, diventare particolarmente ansioso riguardo alla propria salute per seguire una dieta equilibrata e fare esercizio fisico: uno stile di vita sano può essere seguito semplicemente coltivando una sana consapevolezza di noi stessi e dei bisogni del nostro corpo-mente.

Se sei una persona ansiosa: tendi a fare valutazioni assolute e generali del tipo “il mondo è pericoloso” e tendi a sentirti incapace o persino impotente di fronte a molte situazioni della vita. Ricordi ciò che conferma la tua paura e ti focalizzi sugli stimoli portatori di nuova ansia, restringendo ad essi la tu attenzione ed entrando in un assetto di continua allerta.

Caratteristiche dei disturbi d’ansia: di fronte ad ogni sintomatologia ansiosa la prima domanda da porti è qual è lo scopo che ritieni minacciato. Nelle fobie e nel disturbo da attacchi di panico credi che, se ti esponessi a certe specifiche situazioni proveresti una paura tale da impazzire o perdere il controllo di te. Si tratta della paura della paura.

Nella fobia sociale temi ed eviti ogni situazione sociale in cui puoi mostrarti inadeguata e ricevere il giudizio altrui: lo scopo minacciato è la tua immagine sociale e l’emozione più temuta è la vergogna. Nel disturbo d’ansia generalizzato la paura si estende su ogni evento spiacevole e tu vivi in un mondo giudicato imprevedibile sentendoti completamente impotente.

Ansia: dalla normalità alla patologia. Scopi senza alternative: ogni scopo rappresenta uno stato desiderato ed è normale tendere verso la sua realizzazione. Ciò che trasforma l’ansia normale in ansia patologica è la mancanza di alternative allo scopo minacciato, per cui non si tratta più di un desiderio o una preferenza, ma un obbligo assoluto, in assenza del quale ti sentiresti precipitare nel vuoto. L’illusione di controllo: è noto che su alcune cose non si ha potere. Nei disturbi d’ansia si crea la convinzione che sia doveroso e possibile tenere ogni cosa sotto controllo per scongiurare l’evento temuto, vi è la certezza di doverlo fare e un senso di colpa se non ci riesci.

La paura sproporzionata del danno e il pensiero catastrofico: tendenza a prevedere conseguenze negative e irrimediabili al verificarsi dell’evento temuto: da qui atteggiamenti di iper-cautela e tensione costanti. Il rimuginio: pensiero ripetitivo che si focalizza sugli eventi temuti senza però predisporre ad azioni intelligenti e a possibili soluzioni.

L’evitamento: tenerti lontani da quei luoghi o situazioni in cui si è verificato l’evento temuto o dove ritieni molto probabile che si verifichi di nuovo. L’evitamento alimenta il disturbo d’ansia. Perchè? Controlli l’ambiente in cerca degli stimoli portatori di ansia riempiendo il mondo di minacce, ciò impedisce di misurarti con te stesso e le tue capacità in queste situazioni proprio perchè evitate e ti crei l’illusione che l’evento temuto non si verifica grazie al controllo e all’evitamento.

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