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Al di là del senso che comunemente attribuisci al verbo “comunicare”, che cos’è davvero la comunicazione da un punto di vista scientifico?La comunicazione è quell’atto grazie al quale due o più soggetti si trasmettono dei messaggi. Esistono diversi tipi di codici e, di conseguenza, diversi tipi di comunicazione: la comunicazione verbale, la comunicazione non verbale e la comunicazione paraverbale.

La comunicazione verbale (CV) riguarda ciò che dici (o scrivi), la scelta delle parole e la costruzione delle proposizioni sulla base delle regole grammaticali e sintattiche della lingua. Questo tipo di comunicazione usa un codice digitale, che adopera segni arbitrari, vale a dire le parole, simboli convenzionalmente utilizzati per designare precisi significati. La comunicazione non verbale (CNV) riguarda ciò che esprimi attraverso il movimento nello spazio, la postura e l’immagine esteriore. Tale tipo di comunicazione usa un codice analogico, volto a riprodurre per immagini i significati cui si riferisce. Infine, la comunicazione paraverbale riguarda le modalità tramite le quali esprimi un significato, il “come”. Si tratta delle sfumature della tua voce (volume, tono, timbro), così come i silenzi, le tue risate ed altre espressioni vocali. Sia con il non verbale che con il paraverbale veicoli significati a forte connotazione emotiva, spesso in modo inconsapevole.

Molti anni fa, nel 1967, alcuni ricercatori afferenti al Mental Research Institute a Palo Alto, California, hanno postulato i cosiddetti assiomi della comunicazione, cioè regole fondamentali che governano la tua comunicazione a tutti i livelli, dagli scambi quotidiani a lavoro, in famiglia, nella coppia fino ai casi di psicopatologia. Si tratta di 5 assiomi:

Il primo afferma che è impossibile non comunicare. Questo avviene perchè ogni tuo comportamento comunica qualcosa, è pertanto impossibile avere un non – comportamento. La tua comunicazione può essere involontaria, non intenzionale e pure inefficace, contraddittoria: ma si tratta pur sempre di una comunicazione. Anche se sei silenzioso e ritirato stai comunicando la tua intenzione di non comunicare a livello verbale contenuti specifici! La domanda non è “se”, ma “cosa” tu stia comunicando, anche con comportamenti apparentemente illogici.

Il secondo afferma che in ogni scambio comunicativo si individuano due livelli: quello di contenuto e quello di relazione. Nel livello di contenuto esprimi “cosa” stai comunicando, nel livello superiore esprimi il tipo di relazione che instauri con il tuo interlocutore. In altri termini, questo assioma afferma che tra te e l’interlocutore ha importanza tanto cosa vi dite – livello di contenuto – quanto come ve lo dite – livello di relazione, quest’ultimo è quello più importante perchè qualifica il contenuto e gli assegna sfumature diverse. Un esempio: se chiedi ad un’altra person di compiere una semplice azione con un tono pacifico e sereno, comunicherai qualcosa di diverso rispetto a esprimere la stessa richiesta con tono aggressivo, nel primo caso lo scambio è collaborativo, nel secondo lo scambio innesca una dinamica di dominanza e sottomissione.

Il terzo assioma afferma che esiste una punteggiatura, cioè che la modalità con la quale può essere interpretata la comunicazione è diversa per te e il tuo interlocutore. Le diverse interpretazioni dipendono dalla punteggiatura che date alla comunicazione, cioè dalla modalità in cui ognuno crede che la propria visione dello scambio in atto sia quella più giusta o più vera. Esempio: in una lite di coppia il marito si chiude nel silenzio e si ritira e la moglie lo brontola. Il marito può dire che si chiude perchè si sente brontolato dalla moglie mentre questa può dire che brontola il marito perchè lui si chiude. E’ evidente come ognuno legga lo scambio secondo una lente propria che non è facile mettere in discussione.

Il quarto assioma asserisce che esiste la comunicazione analogica – non verbale, fatta di mimica facciale, gestualità, movimento nello spazio – e la comunicazione digitale – verbale.

Infine, il quinto assioma asserisce che la comunicazione è simmetrica quando si svolge tra te ed altre persone ed avete lo stesso status sociale e detenete lo stesso potere (partner, amici e colleghi di pari grado); è invece complementare quando si svolge tra te ed altre persone e non avete lo stesso status sociale nè lo stesso potere (il superiore ed il sottoposto, genitori e figli, insegnanti ed allievi). Le modalità simmetriche e complementari non devono essere considerate alla stregua di modalità “buone” o “cattive” in sè: occorre uno sguardo d’insieme alle situazioni specifiche in cui si verificano, di norma la capacità di utilizzarle in modo flessibile ti garantisce il buon esito degli scambi comunicativi.

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